Scavi Grumento
A 43 Km da Sant'Arcangelo
Scavi di Grumento (PZ)
L'antica città romana di Grumentum ebbe origine nella prima metà del III sec. a.C., contemporaneamente a Venusia e a Peastum. Fu un sito militarmente strategico collegato dalla Via Herculia alla via Appia, nei pressi di Venosa e alla via Popilia, nei pressi di Nerulum (Rotonda). Un braccio dell'Erculia da Grumentum conduceva ad Eraclea, sulla costa ionica.
Tra il III e il II sec. a.C., Grumentum visse un periodo di grande floridezza economica, nonostante due tentativi di conquista da parte dei Cartaginesi, guidati da Annone e Annibale, nel 215 e nel 207 a.C..
La guerra sociale (91-89 a.C.) scoppiata tra Roma e la Confederazione dei popoli meridionali, fece sentire i suoi effetti anche a Grumentum che, devastata, conobbe una lunga crisi economica e demografica.
Assegnata nell'87 alla Tribù Pomptina, riemerse dalle difficoltà agli inizi della seconda metà del I sec. a.C.
Durante l'età augustea se ebbe un'intensa attività costruttiva con la sistemazione dell'impianto urbanistico, il rifacimento in basoli delle strade e la costruzione di acque corrente con la captazione, mediante un imponente acquedotto, della sorgente Castagneto di Moliterno.
Di questo periodo è la costruzione del Teatro, dell'Anfiteatro, del Capitolium, del Macellum nell'area del Foro, delle Terme imperiali e di splendide Domus.
Fra il IX e il X sec., tre successivi attacchi saraceni frantumano l'assetto economico ed urbanistico della città i cui abitanti trovarono rifugio in luoghi circostanti, meglio difesi, dando origine a piccoli Paghi, fra cui Saponaria (oggi Grumeno Nova).
Agli albori del Cristianesimo, nel 370 d.C. Grumentum divenne sede episcopale con Papa Damaso, poi trasferita a Marsiconuovo, allorquando il Vescovo, sotto l'incalzare dei Saraceni fu costretto a fuggire.
Con l'istituzione della Sovrintendenza Archeologica di Basilicata nel 1964 e l'arrivo di Dinu Adamesteanu si diede concreto inizio alla valorizzazione delle emergenze archeologiche di Grumentum, sfociata nella creazione del Museo Nazionale dell'Alta Val d'Agri, inaugurato il 16 Dicembre 1995.
da Vademecum del viaggiatore Alta Valle dell'Agri di Azienda di Promozione Turistica Basilicata.